Discussione:
agli esperti navali
(troppo vecchio per rispondere)
Massimo1
2005-11-18 09:57:36 UTC
Permalink
Raw Message
Le artiglierie principali degli incrociatori leggeri italiani(calibro 152
mm) erano dotate,nel 1940,di munizionamento anti-vampa (per uso notturno) ?

grazie
--
ciao

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Davide Pastore
2005-11-18 12:41:50 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Massimo1
Le artiglierie principali degli incrociatori leggeri italiani
(calibro 152 mm) erano dotate,nel 1940,di munizionamento
anti-vampa (per uso notturno) ?
No, ma più tardi sì.
Bagnasco, Le Armi delle Navi Italiane nella Seconda Guerra
Mondiale: "Solo nell'imminenza della guerra fu dato impulso
allo studio delle cariche di vampa ridotta con l'aggiunta di
cloruro di potassio, ma solo a conflitto inoltrato poterono
essere date in dotazione alle unità, limitatamente ai medi
calibri, ovviando così, se pure con molto ritardo, ad una
grave limitazione operativa..."

Nella Regia, "medi calibri" = 120, 135, 149, 152, 190, 203.

Notare l'illogicità di avere in servizio fin dagli anni '30 un
pezzo studiato esclusivamente per il tiro illuminante notturno
(120/15) e che quindi solo di notte doveva sparare, ma senza
aver mai pensato a dotarlo di cariche a vampa ridotta fino a
dopo il 1940. Possibile che non avessero mai fatto un'esercitazione
al buio?
--
Davide

"Solo se la vostra visione va oltre quella del vostro maestro,
siete adatti per ricevere e tramandare la trasmissione."

(Massima Zen)
Massimo1
2005-11-18 15:53:22 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Davide Pastore
Post by Massimo1
Le artiglierie principali degli incrociatori leggeri italiani
(calibro 152 mm) erano dotate,nel 1940,di munizionamento
anti-vampa (per uso notturno) ?
No, ma più tardi sì.
Bagnasco, Le Armi delle Navi Italiane nella Seconda Guerra
Mondiale: "Solo nell'imminenza della guerra fu dato impulso
allo studio delle cariche di vampa ridotta con l'aggiunta di
cloruro di potassio, ma solo a conflitto inoltrato poterono
essere date in dotazione alle unità, limitatamente ai medi
calibri, ovviando così, se pure con molto ritardo, ad una
grave limitazione operativa..."
Nella Regia, "medi calibri" = 120, 135, 149, 152, 190, 203.
Notare l'illogicità di avere in servizio fin dagli anni '30 un
pezzo studiato esclusivamente per il tiro illuminante notturno
(120/15) e che quindi solo di notte doveva sparare, ma senza
aver mai pensato a dotarlo di cariche a vampa ridotta fino a
dopo il 1940. Possibile che non avessero mai fatto un'esercitazione
al buio?
Ti ringrazio .
Un altra cosa sbalorditiva è che la Royal Navy sin da diversi anni prima
della II WW conduceva esercitazioni di combattimento notturno,sviluppando
l'apposito munizionamento antivampa pure per i grossi calibri.
possibile che la Regia Marina non ne sapesse nulla ,salvo accorgersene la
notte di Capo Matapan?
Una cosa del genere doveva essere nota a moltissimi marinai inglesi,dato
che durante le esercitazioni notturne tutti o quasi dovevano accorgersi
che si sparavano proiettili antivampa..
Io piu' cose apprendo sulla Regia Marina e piu' mi avvilisco....
--
ciao

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
Giuseppe De Micheli
2005-11-18 17:55:26 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Davide Pastore
Notare l'illogicità di avere in servizio fin dagli anni '30 un
pezzo studiato esclusivamente per il tiro illuminante notturno
(120/15) e che quindi solo di notte doveva sparare, ma senza
aver mai pensato a dotarlo di cariche a vampa ridotta fino a
dopo il 1940. Possibile che non avessero mai fatto un'esercitazione
al buio?
No. I nostri pezzi da 120 avevano eccellenti cariche a vampa ridotta. Non
altrettanto eccellenti erano invece i proiettili illuminanti. In uno scontro
navale in Mar Rosso gli inglesi rimasero impressionati dalle vampe
ridottissime dei nostri pezzi e noi, al contrario, dell'efficenza dei loro
bengala. Vado a cercare il volume 'ufficiale' delle Operazioni in Mar Rosso
dell?ufficio storico della Regia marina e riferirò meglio.

G. De M.
Davide Pastore
2005-11-18 18:12:43 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Giuseppe De Micheli
No. I nostri pezzi da 120 avevano eccellenti cariche a vampa ridotta.
Mi fido di te, ma questo significa che Bagnasco scrive sciocchezze.
--
Davide

"Solo se la vostra visione va oltre quella del vostro maestro,
siete adatti per ricevere e tramandare la trasmissione."

(Massima Zen)
Giuseppe De Micheli
2005-11-20 13:39:35 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Davide Pastore
Post by Giuseppe De Micheli
No. I nostri pezzi da 120 avevano eccellenti cariche a vampa ridotta.
Mi fido di te, ma questo significa che Bagnasco scrive sciocchezze.
Ti ringrazio della fiducia. Non credo che Bagnasco scriva sciocchezze.
Probabilmente lui non considera i 120 dei caccia fra i medi calibri. Tra
l'altro nella letteratura marinara c'è una vera e propria cesura fra le
"unità maggiori" (corazzate, incrociatori e portaerei di squadra) e "unità
minori" (dai Ct in giù), quindi è possibile che dicendo 'medi calibri' si
intenda implicitamente 'delle unità maggiori', cioè i calibri fra 152 e 203.

Comunque ho ripescato il vol X - Le operazioni in Mar Rosso della serie La
Marina italiana nella seconda guerra mondiale, edita dall'Ufficio storico
della Marina.

A proposito del combattimento notturno del 20-21 ottobre 1940 avvenuto al
centro del mar Rosso, poco a nord della latitudine di Massaua, si dice, a
pag. 94 : In un rapporto britannico è detto: che "...alle 20,30 del 20 il
convoglio fu attaccato da due cacciatorpediniere italiani che lanciarono due
siluri contro l'Yarra CANNONEGGIANDO il convoglio." (il maiuscolo è mio).
Questo episodio si riferisce all'attacco della sezione Pantera-Leone, ex
esploratori declassati a cacciatorpediniere, armati con 8 pezzi da 120/45 e
4 tubi lanciasiluri.
L'altra sezione (Sauro-Nullo) prende contatto con il convoglio attorno alle
2 di notte del 21 ottobre, lancia i siluri senza esito e si disimpegna. Al
Nullo però si blocca il timone, compie due giri su sè stesso e non riesce
quindi a rompere il contatto. Alle 20,20 viene attaccato:
a pag. 98: "La distanza apprezzata delle quattro unità nemiche è intorno ai
4000-5000 metri, quando queste aprono il fuoco con cannoni e mitragliere
contro il Nullo. Il Nullo risponde immediatamente concentrando il tiro prima
sul Ct di poppa, poi sull'incrociatore di dritta, ..."
Quindi tutti i caccia, sia i tipi Leone, che i Sauro (4-120/45 + 6 t.l.s.)
sono preparati al combattimento notturno col cannone.
Il timone ha ripreso a funzionare e il caccia riesce a disimpegnarsi, grazie
alle proprie macchine che gli consentono una velocità di 30 nodi senza alcun
fumo. Ha cessato il fuoco, quindi il nemico non riesca ad individuarlo,
nonostante lo cerchi con il proiettore dell'incrociatore e con "cortine
illuminanti (composte di 4 elementi presumibilmente a catena)." Purtroppo
sono rimasti in canna due colpi nel complesso di prora. Dice la relazione:
"Verso le 2,40, mentre il capo del complesso di prora si reca dal D.T. per
avvertirlo che sono rimasti in canna due colpi, parte la coppiola di questo
complesso, probabilmenete per urto involontario contro il pulsante di fuoco
in stazione D.T." Gli inglesi riprendono la caccia, ma il Nullo riesce a
distanziarli. Purtroppo perde tempo a imboccare il Canale di Nord Est, a
causa di difficoltà idrografiche locali e alle 6.00 avvista un fumo a NE. E'
il caccia inglese Kimberley (6 pezzi da 120) che alle 6,20 mette a segno due
colpi simultanei che mettono fuori uso entrambe le macchine del Nullo.
L'abbrivio si spegne prima che il caccia riesca a incagliarsi su una secca.
Un siluro del Kimberley lo finisce. Il caccia inglese è poi raggiunto da un
colpo in macchina della batteria costiera dell'isola di Harmil, riesce a
rientrare a lento moto sul convoglio, poi è preso a rimorchio dall'incr.
Leander e poi dal gemello Kingston e rimnorchiato a Port Sudan.
Il Kimberley sparò anche un centinaio di colpi contro la batteria costiera
di Harmil, "ma il tiro fu assai poco preciso, con dispersioni longitudinali
notevoli e parecchi proiettili non esplosi" dice la relazione a pag. 105.
Mentre durava questo combattimento il personale della batteria riuscì a
mettere in mare delle imbarcazioni e a raccogliere i naufraghi del Nullo. Il
comandante del Nullo, C.C. Costantino Borsini e il marinaio Ciaravolo che
non volle abbandonarlo furono insigniti di medaglia d'oro. Non mi risulta
che furono concesse onorificenze al valoroso comandante della batteria
Giulietti, di Harmil, TV di complemento Maggiolo, che non solo colpì l'unità
nemica, ma salvò, al completo, compreso i feriti, l'equipaggio del Nullo.

Non ho invece trovato riscontri, nel volume citato, alle altre due mie
affermazioni (giudizi sull'efficienza antivampa del nostro munizionamento
notturno e dei bengala inglesi. (Li avrò letti chissà dove. Non me lo
ricordo assolutamente più.

G. De M.
Davide Pastore
2005-11-20 14:38:34 UTC
Permalink
Raw Message
Post by Giuseppe De Micheli
Ti ringrazio della fiducia. Non credo che Bagnasco scriva sciocchezze.
Probabilmente lui non considera i 120 dei caccia fra i medi calibri.
Negativo. L'ho anche scritto nel mio post (copiandolo da lui):

"Nella Regia, "medi calibri" = 120, 135, 149, 152, 190, 203"
--
Davide

"Solo se la vostra visione va oltre quella del vostro maestro,
siete adatti per ricevere e tramandare la trasmissione."

(Massima Zen)
Loading...