Discussione:
il petrolio & carburanti in Italia durante la WWII
(troppo vecchio per rispondere)
the F.O.
2017-05-30 14:26:40 UTC
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Non essendo l'Italia dotata di pozzi petroliferi nel 1930s-1940s e poichè
gli italiani in Libia non si sono mai accorti che il cassone di sabbia
libico galleggiava su un oceano di petrolio, ed essendo Suez e Gibilterra
in salde mani britanniche (che chiudevano la rotta iraniana) per tutta la
durata del conflitto, ed essendo la Russia ostilemi chiedevo: Da dove il
dispositivo italiano attingeva il petrolio per estrarne carburanti per i
mezzi?!

1-dalle scorte che erano state accumulate prima della WWII

oppure

2-importava carburanti sintetici dalla germania, tramite l'ossigenazione
del carbone


tnx
--
-
---
I molti partiti comunisti italiani
che stanno a DX, al centro, a SX
finiranno anche i denari di Draghi,
il 31/10/2019
Luca Morandini
2017-05-31 10:21:23 UTC
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Post by the F.O.
Non essendo l'Italia dotata di pozzi petroliferi nel 1930s-1940s e poichè
gli italiani in Libia non si sono mai accorti che il cassone di sabbia
libico galleggiava su un oceano di petrolio,
Il geologo Ardito Desio se ne era anche accorto, ma le tecnologie -soprattutto
quelle italiane- erano quelle che erano negli anni '30.

Saluti,

Luca Morandini
Maurizio Pistone
2017-05-31 16:45:24 UTC
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Post by Luca Morandini
Post by the F.O.
Non essendo l'Italia dotata di pozzi petroliferi nel 1930s-1940s e poichè
gli italiani in Libia non si sono mai accorti che il cassone di sabbia
libico galleggiava su un oceano di petrolio,
Il geologo Ardito Desio se ne era anche accorto, ma le tecnologie -soprattutto
quelle italiane- erano quelle che erano negli anni '30.
e due anni dopo ci fu la guerra
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
ilChierico
2017-06-23 14:29:46 UTC
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Post by Luca Morandini
Il geologo Ardito Desio se ne era anche accorto, ma le tecnologie
-soprattutto quelle italiane- erano quelle che erano negli anni '30.
Prima di morire ha affermato in TV di non aver mai trovato nulla, solo
sabbia.

E non dirmi che la Rai non e' attendibile, che lo so da me.
Michele
2017-05-31 10:39:00 UTC
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Post by the F.O.
Non essendo l'Italia dotata di pozzi petroliferi nel 1930s-1940s e poichè
gli italiani in Libia non si sono mai accorti che il cassone di sabbia
libico galleggiava su un oceano di petrolio, ed essendo Suez e Gibilterra
in salde mani britanniche (che chiudevano la rotta iraniana) per tutta la
durata del conflitto, ed essendo la Russia ostilemi chiedevo: Da dove il
dispositivo italiano attingeva il petrolio per estrarne carburanti per i
mezzi?!
1-dalle scorte che erano state accumulate prima della WWII
oppure
2-importava carburanti sintetici dalla germania, tramite l'ossigenazione
del carbone
Sia 1 che 2 (anche se sotto 2. osserverai che la Germania non si
limitava a produrre carburante sintentico, ne importava a centinaia di
migliaia di tonnellate dalla Romania). Inoltre

3. non è vero che l'Italia non disponeva di pozzi petroliferi, c'era una
modesta produzione di carburante di bassa qualità in Albania, che
comunque fu utilizzata, e

4. comunque si importò, in quantità ridotte e in linea di massima quali
acquisti individuali e quindi non con una certezza di continuità,
petrolio rumeno, come i Tedeschi. A partire dal 1941, questo poteva
avvenire solo con il grazioso benestare dei Tedeschi stessi, naturalmente.
j***@gmail.com
2017-05-31 10:58:48 UTC
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Post by Michele
3. non è vero che l'Italia non disponeva di pozzi petroliferi, c'era una
modesta produzione di carburante di bassa qualità in Albania
Non solo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Ricerca_e_produzione_di_idrocarburi_in_Italia
i siti di Vallezza e del ragusano fornivano qualcosa anche loro.
Haydn
2017-06-15 19:44:17 UTC
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Post by Michele
3. non è vero che l'Italia non disponeva di pozzi petroliferi, c'era una
modesta produzione di carburante di bassa qualità in Albania, che
comunque fu utilizzata, e
C'erano anche i pozzi di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza). In funzione fino
all'ultimo giorno di guerra. Elementi italiani del Kampfgruppe Binz vi
combatterono un'ultima battaglia contro gli americani che avanzavano da
Parma verso nordovest nell'aprile 1945.

Se non ricordo male producevano poche tonnellate di greggio al mese,
sufficienti però per alimentare i pochi veicoli italo-tedeschi della zona.

Haydn
Ciabattone
2017-06-16 20:54:55 UTC
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Post by Haydn
Post by Michele
3. non è vero che l'Italia non disponeva di pozzi
petroliferi, c'era una modesta produzione di carburante di
bassa qualità in Albania, che comunque fu utilizzata, e
C'erano anche i pozzi di Fiorenzuola d'Arda (Piacenza).
Ah la famosa benzina superCortemaggiore.
Post by Haydn
In
funzione fino all'ultimo giorno di guerra. Elementi italiani
del Kampfgruppe Binz vi combatterono un'ultima battaglia
contro gli americani che avanzavano da Parma verso nordovest
nell'aprile 1945.
Se non ricordo male producevano poche tonnellate di greggio
al mese, sufficienti però per alimentare i pochi veicoli
italo-tedeschi della zona.
Non l'hanno bombata?
--
Non ho fatto il
Maurizio Pistone
2017-05-31 16:45:25 UTC
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Post by the F.O.
Da dove il
dispositivo italiano attingeva il petrolio per estrarne carburanti per i
mezzi?!
sarebbe anche da vedere qual era il fabbisogno dell'esercito italiano,
un esercito in realtà assai poco meccanizzato
--
Maurizio Pistone strenua nos exercet inertia Hor.
http://blog.mauriziopistone.it
http://www.lacabalesta.it
Arduino
2017-06-01 09:33:00 UTC
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Post by Maurizio Pistone
sarebbe anche da vedere qual era il fabbisogno dell'esercito italiano,
un esercito in realtà assai poco meccanizzato
La scarsa meccanizzazione fu in gran parte dovuta alla scarsità di
carburante e alla difficoltà di rifornimenti.
L'esercito italiano aveva a inizio guerra 23.000 autocarri, cui si
aggiunse una produzione di 1.200 camion mensili, (poi scesi a 800 e
saliti ad alcune migliaia nel primo periodo di Salò) e alla necessità si
ricorse alla requisizione dei camion civili. Non erano numeri da far
tremare i polsi, ma più che sufficienti per gli impegni militari
italiani, il fronte principale dell'esercito italiano fu infatti la
Libia, dove si vedevano schierati un numero di uomini che si aggirava sui
centomila. Se tutti i camion che l'esercito italiano possedeva fossero
stati inviati su questo fronte, avremmo avuto un camion ogni quattro
soldati.
Non accadde per tre motivi: La sconsiderata condotta di Graziani portò
alla perdita di molti automezzi, con solo quelli catturati gli inglesi
motorizzarono due brigate.
Il secondo motivo fu che nonostante ci fossero i camion per ripianare le
perdite, portarli in Africa non era né rapido, né semplice, causa
l'azione della marina britannica, e appunto la scarsità di carburante che
limitava le possibilità di rifornimento.
Ma l'ostacolo maggiore fu costituito che, causa la perdita di Tobruk,
l'Asse si ritrovò per quasi tutto il corso della guerra a dover rifornire
le truppe da 1.800 chilometri di distanza Un po' come se dei camion
dovessero rifornire con navi che scaricano ad Amburgo un esercito
schierato a Reggio Calabria). Questa situazione faceva si che si
dovessero impiegare la maggior parte dei mezzi; ad esempio la divisione
motorizzata Trento dovette cedere i suoi autocarri al gruppo
rifornimento. Inoltre, questa distanza allucinante faceva si che fosse
gravoso rifornire di petrolio divisioni motorizzate, e che perciò le
truppe al fronte potessero solo attuare consumi minimi.
--
Arduino d'Ivrea
Arduino
2017-05-31 22:06:57 UTC
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Post by the F.O.
Non essendo l'Italia dotata di pozzi petroliferi nel 1930s-1940s e
Gli italiani avevano un ottima capacità estrattiva. Però il petrolio lo
trovarono in Iraq, inutile appena scoppiò la guerra.
Per quanto concerne il primo periodo di guerra, la situazione italiana fu
la seguente:
Marina: aveva immagazzinato 2.000.000 di tonnellate di nafta che si
valutava bastassero per due anni di guerra, a partire dal febbraio 1941
vedendo il prolungarsi del conflitto si cominciò ad attuare un
razionamento e a provvedere ad acquisti.
Per Esercito e trasporti civili si provvedeva con l'acquisto di 50.000
tonnellate di petrolio Romeno.
Per l'aviazione si provvedeva con la distillazione annua di 200.000
tonnellate di petrolio albanese.
Sul suolo italiano furono attivati dei piccoli pozzi, mi pare in Emilia.
Riguardo all'ossigenazione del carbone, furono aperti uno stabilimento a
Bari e uno a Livorno, che non fecero in tempo (tranne in minima parte
Bari) a entrare in produzione.
--
Arduino d'Ivrea
Ciabattone
2017-06-02 01:42:55 UTC
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Post by Arduino
l'ossigenazione del carbone
eh?
--
Non ho fatto il
Arduino
2017-06-02 22:58:55 UTC
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Post by the F.O.
l'ossigenazione
eh?
Ops: Idrogenazione.
--
Arduino d'Ivrea
Giovanni Mello
2017-06-24 15:02:21 UTC
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C'e' da chiedersi cosa sarebbe cambiato se anche lo avessero trovato: la tecnologia autarchica italiana era scadente e difficilmente avrebbe potuto fornire quantità' significative. E comunque le esplorazioni geologiche di Desio erano del 36 difficile che nel 1940 si fosse già' arrivati ad una estrazione e raffinazione massiccia tale da dare un impatto positivo alla crescita economica dell'Italia. Ergo avremmo avuto lo stesso esercito sottomeccanizzato e a difendere i pozzi avremmo avuto le solite divisioni - binarie - appiedate... E comunque il petrolio era in Libia: come lo si sarebbe portato in Italia durante la guerra visto le prodezze dei nostri ammiragli?
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